Essere coach nella propria vita: la vera prova di credibilità
Nelle scorse settimane ho dovuto affrontare una situazione personale piuttosto impegnativa.
Lo dico con grande sincerità: prima di formarmi come coach, un evento del genere mi avrebbe probabilmente travolta. Avrei vissuto emozioni molto più intense, pensieri dolorosi e avrei lasciato spazio alla voce del peggior nemico che ognuno di noi porta dentro di sé: il giudice interiore.
Questa volta, però, qualcosa è stato diverso.
Non perché non abbia provato emozioni o fragilità — quelle fanno parte dell’essere umano — ma perché ho potuto attingere a strumenti e risorse interiori che il coaching mi ha insegnato a sviluppare.
Ecco cosa mi ha aiutato davvero.
1. Dissociarmi dalla situazione
Il primo passo è stato fare un passo indietro.
Mi sono osservata come se fossi una spettatrice della scena, cercando di guardare ciò che stava accadendo da un punto di vista esterno. Questo mi ha permesso di valutare con maggiore lucidità persone, dinamiche e comportamenti.
Soprattutto mi ha aiutato a ricordare una cosa fondamentale: ciò che accade non definisce il mio valore come persona.
2. Focalizzarmi sull’obiettivo desiderato
Quando viviamo una difficoltà è facile cadere nella trappola della recriminazione: ripensare continuamente a ciò che è successo, a cosa avremmo potuto dire o fare.
Ma quella strada consuma solo energia.
Così mi sono chiesta:Qual è davvero il risultato che desidero?Qual è la scelta più funzionale per il mio “me futuro”?
Fare chiarezza sull’obiettivo mi ha permesso di riorientare le mie energie.
3. Praticare benevolenza verso me stessa
Ho accolto le mie emozioni senza combatterle.
Ho ascoltato i miei pensieri, le paure, le fragilità. Ogni emozione porta con sé un messaggio. Il punto non è eliminarle, ma ascoltarle e poi lasciarle andare.
Mi sono chiesta:A quali altre emozioni posso fare spazio adesso?
Ed è lì che ho iniziato a respirare più liberamente.
4. Accettare il cambiamento
Una delle verità più semplici e allo stesso tempo più difficili da accettare è questa: tutto cambia.
Ogni situazione ha un inizio e una fine.
Invece di oppormi a ciò che stava accadendo, mi sono posta una domanda diversa:Dove voglio trovarmi quando tutto questo sarà passato?Verso quali orizzonti voglio rivolgere il mio sguardo?
Questa domanda ha cambiato completamente la prospettiva.
5. Cercare l’apprendimento
Ogni esperienza contiene un potenziale insegnamento.
Mi sono chiesta:Cosa posso imparare da questa situazione?Quale valore aggiunto può portare alla mia vita?
Trasformare una difficoltà in apprendimento è uno dei passaggi più potenti del coaching.
6. Passare all’azione
Infine, ho scelto di agire.
Agire in modo coerente con i miei valori, con ciò che avevo compreso e con il rispetto verso me stessa.
Non per reagire alla situazione, ma per costruire la direzione che desidero per la mia vita.
Essere coach prima di tutto nella propria vita
Da questa esperienza esco più forte, sia come persona sia come professionista.
Ancora più convinta di quanto il coaching possa essere uno strumento potente per affrontare i cambiamenti, fare chiarezza nelle scelte e ritrovare la propria direzione.
E allora torno alla domanda iniziale:
Come può un coach essere davvero credibile?
La risposta, per me, è semplice.
Un coach è credibile quando incarna nella propria vita i valori del coaching.Quando utilizza su di sé gli stessi strumenti che propone agli altri.Quando continua a crescere, imparare e mettersi in discussione.
In altre parole, quando sceglie ogni giorno di “essere” coach prima ancora che “fare” il coach.


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